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Tipico della zona

Arancia rossa di Sicilia
 DOP

Luogo di produzione:

L'Arancia Rossa viene coltivata nella Sicilia orientale.
MISURE & CARATTERISTICHE
Diametro: 60-68 mm
Frutto:

Il colore della polpa è arancione. Mentre nella varietà Moro è interamente rossa.
Forma:

 La forma è obovata-globosa e ovoidale, del calibro minimo di 10, pari a 60/68 mm di diametro.
Albero:

 Le Arance sono coltivate in impianti che hanno una densità massima di albero da frutto di 230-420 per ettaro.
Varietà cultivar:

 Esistono tre qualità di Arance Rosse: Tarocco, Moro e Sanguinello
Raccolta:

 I frutti sono raccolti con forbici particolari che tagliano il frutto alla base per non recare alcun danno alla pianta e al frutto.
Storia, curiosità e particolarità:

L'Arancia Rossa della Sicilia è di origine cinese. Nell'Antichità comunque era già conosciuta in tutto il bacino del mediterraneo per un uso religioso e decorativo. L'invasione araba ha portato con sé anche la diffusione popolare di questo frutto. Questo popolo conosceva infatti molto bene le proprietà dissetanti e vitaminiche di questo frutto.

 

fonte:C.C.I.A.A Ragusa

 

Tipico della zona

Cipolla di Giarratana

Prodotto tradizionale
Luogo di produzione:

Ragusa e la sua provincia, in particolare comune di Giarratana.
MISURE & CARATTERISTICHE
Caratteristiche:

Esistono numerosissime varietà di cipolle, che si distinguono per forma, colore, dimensioni, periodo di crescita e durata nel tempo.
Valori: La cipolla contiene un olio essenziale solforato che conferisce all’ortaggio il gusto e l’aroma tipici. Su 100 g di prodotto edule, 90 sono costituiti da acqua e 1,5 da proteine (i grassi sono quasi completamente assenti). Discreti i quantitativi di vitamine e sali minerali. La cipolla ha un buon valore diuretico ed è un disinfettante dell’intestino; abbassa la pressione sanguigna ed il tasso di glucosio presente nel sangue.

Produzione:

Nel Ragusano le più estese coltivazioni si hanno a Giarratana, in pieno campo, dove si coltiva la “bianca”, una varietà medio grossa, dalla tunica biancastra, dolcissima al gusto e molto aromatica. Naturalmente esistono altre piccole produzioni ovunque, anche negli orti a carattere familiare. Superficie di produzione: 836 ettari. Quintali prodotti 246,100.

Storia, curiosità e particolarità:

Si fa risalire l’origine della cipolla al Medio Oriente, per diffondersi poi in Egitto e quindi in tutta l’area del Mediterraneo. Era alla base dell’alimentazione in Egitto; fu apprezzata dai Greci (i quali avevano nella città uno speciale mercato riservato alle cipolle) e quindi dai Romani. È un’aroma di cucina oggi diffuso in tutto il mondo.

Uso gastronomico:

La cipolla è la regina della cucina in ogni parte del mondo. Può essere consumata cruda (in insalate unita ad altri ortaggi) ed è ingrediente indispensabile di quasi tutti gli intingoli, stufati, lessi, salse e ripieni. Si accosta indifferentemente a carne o pesce o ad altre verdure. Cotta dà vita ad innumerevoli specialità: cipolla ripiena, al forno, arrostita.

 

 fonte:C.C.I.A.A Ragusa

 

Tipico della zona

Mandorla di Avola

 

 

Tipico della zona

Mandolde

 

 Prodotto tradizionale

Luogo di produzione:

Sicilia
MISURE & CARATTERISTICHE
Caratteristiche:

 Il mandorlo è un albero delle Rosacee, originario dell’oriente, che si coltiva oggi nella parte meridionale dell’Europa. La fioritura, spettacolare, ha inizio fin dal mese di gennaio, quasi un anticipo della primavera. I frutti arrivano a maturazione nel mese di agosto. Queste mandorle possono essere: a guscio duro ed a guscio fragile, o, più comunemente, amare e dolci. Le mandorle dolci sono naturalmente le più comuni e diffuse, più adatte per la preparazione dei confetti (pregevole la varietà pizzuta d’Avola, ma anche la falsa pizzuta, il fascionello, che allignano anche nel ragusano).

Valori:

 La mandorla contiene una scarsissima percentuale d’acqua (10%), mentre sono abbondanti le proteine (17-20%), discreti gli zuccheri (10-20%) ed elevato il contenuto di grassi (52-54%), modesti i quantitativi di sali minerali (in particolare calcio, fosforo, magnesio, ferro, rame), ma in forma elevata si riscontra il cloruro sodico. Cento grammi di mandorle forniscono circa 550 calorie.

Utilizzo:

Dai semi di mandorle si estrae un pregiatissimo olio, adoperato sia nelle industrie farmacologiche che in quelle dolciarie (produzione di cioccolato). Ma l’uso delle mandorle è massiccio nella pasticceria, oltreché, anche se in misura minore, nella cucina salata.
Storia, curiosità e particolarità:

Il mandorlo è un albero delle Rosacee, originario dell’oriente, che si coltiva oggi nella parte meridionale dell’Europa.

Uso gastronomico:

 Il gusto caratteristico, sottilmente aromatico, con lieve vena amarognola variabile a seconda se sono crude, cotte, o tostate, ha fatto si che la mandorla sia usata in cucina e in pasticceria. Se spremute, dopo averle lasciate in acqua, se ne ricava una gradevolissima bibita rinfrescante, il latte di mandorla; lo stesso liquido dà vita ad un eccellente budino, il bianco mangiare. Con l’essenza della mandorla si aromatizzano liquori, sciroppi e bevande. Nella cucina salata (oltre alle note "mandorle salate") trovano impiego quali ingredienti - crude o tostate - per la preparazione di carni, pesci, ripieni e caratteristiche salse. Ma è in pasticceria che le mandorle entrano in prepotenza per la creazione di una infinità di dolci. Ecco un brevissimo elenco tra i più conosciuti: torroni, confetti, amaretti, torte e crostate alle mandorle, cobaita, biscotti ricci, “frutta martorana” (o pasta reale), ecc.
 

fonte:C.C.I.A.A Ragusa

Tipico della zona

Carota di Ispica

Prodotto tradizionale
Luogo di produzione:
Ragusa e la sua provincia, in particolare i comuni di Ispica, Santa Croce Camerina, Pozzallo.
MISURE & CARATTERISTICHE
Valori:
È un ortaggio dalle eccezionali proprietà dietetiche. Notevoli le quantità di vitamina A, per merito del carotene, sostanza che il fegato trasforma appunto in questa vitamina della crescita ed adatta per chi soffre di malattie agli occhi. Ottimi i valori in sali minerali di calcio e fosforo. L’abbondante pectina che contiene la carota è quasi uno specifico per gli ulcerosi dell’intestino, in quanto svolge una azione protettiva e lievemente emostatica.
Produzione:
Eccezionali le colture di carote nel territorio di Ispica, e comunque nell’immediato entroterra che va da Santa Croce Camerina a Pozzallo.
Superficie di produzione: 1.500 ettari. Quintali prodotti: 405.500.
Storia, curiosità e particolarità:
La carota cresce allo stato spontaneo, come tubero selvatico, in tutta Europa. Fu solo nel XVI secolo – soprattutto per merito dei coltivatori tedeschi e francesi – che si riuscì ad ottenere un prodotto dalla consistenza omogenea, che aveva perduto il nucleo centrale fibroso.
Uso gastronomico:
La carota viene consumata prevalentemente cruda. Fa parte di moltissimi soffritti di base, di intingoli, di salse, della caponata. Immancabile la carota per preparare lessi e bolliti. Può essere lessata e servita, ben condita, in insalata; può essere fritta; può essere preparata in agrodolce. Interessante la marmellata di carota, per via del caratteristico gusto.


fonte:C.C.I.A.A Ragusa
 

Tipico della zona

Ciliegino di Pachino

 

 

 

 

Tipico della zona

Clementino Ragusano
Prodotto caratteristico

Luogo di produzione:

Ragusa e la sua provincia.

MISURE & CARATTERISTICHE
Caratteristiche:

Ibrido ottenuto dall'incrocio fra mandarino e arancio amaro.

Varietà cultivar:

Fu intensamente coltivata nel Ragusano la cultivar “Monreale”, che non rispose però alle richieste del mercato per via dei troppi semi contenuti nel frutto; per cui interi agrumeti sono stati reinnestati con la varietà “mandarancio” priva di semi.

Produzione:

Superficie di produzione:

 1.076 ettari. Quintali prodotti: 189.250

Storia, curiosità e particolarità:

 L’incrocio è originario dei paesi del Nord Africa; è stato introdotto in Sicilia in tempi relativamente recenti.

 

 fonte:C.C.I.A.A Ragusa

 

Tipico della zona

Ficodindia
Prodotto tradizionale
Luogo di produzione:

Sicilia
MISURE & CARATTERISTICHE
Produzione:

Il ficodindia si sta diffondendo, quale frutta esotica, in tutta Europa e conseguentemente si sono impiantati fichidindieti specializzati, con cultivar che hanno pochi semi. Queste colture si trovano anche nel ragusano, con risultati economici sorprendenti vista la continua richiesta sul mercato. Superficie di produzione: 50 ettari. Quintali prodotti 7.500.

Storia, curiosità e particolarità:

 Notissima pianta della flora mediterranea, originaria dalle Americhe e diffusa anche nella costa settentrionale dell'Africa. Fu definito cibo dei poveri, perché crescendo liberamente ai limiti delle strade di campagna poteva essere raccolto da tutti. Una particolarità: i frutti maturano nei mesi estivi, ma sulla pianta rimangono intatti e perfettamente commestibili anche fino alla tarda primavera successiva.

Sull’Etna chiunque abbia un oliveto o un pistacchieto destina qualche ettaro ai fichi d’India, ma sono rare le aziende specializzate: per trovarle bisogna scendere a 4/500 metri di altitudine, nel pre-parco (fascia C). Le varietà coltivate prendono il nome dalla polpa e dalla buccia: ci sono la Gialla o Sulfarina, la Bianca o Muscaredda e la Rossa o Sanguigna. I frutti più apprezzati sono quelli autunnali (i cosiddetti “bastardoni”), ottenuti con la scozzolatura. Questa pratica prevede l’asportazione di fiori (destinati a produrre frutti “agostani”, di qualità inferiore) e dei cladodi primaverili per stimolare una seconda fioritura in luglio-agosto. Per i fichi d’India dell’Etna è stata richiesta la Dop.

(fonte: Atlante parchi.com)
 
Uso gastronomico:

Il ficodindia è stato da sempre consumato come frutta, vista l'abbondanza si sono trovati molti modi per sfruttarli per una più lunga conservazione e si sono inventati: la mostarda e i mostaccioli di fichidindia, dolci tradizionali in via di estinzione.


fonte:C.C.I.A.A Ragusa

Tipico della zona

Carruba ragusana

Prodotto caratteristico
Luogo di produzione:

Ragusa e la sua provincia.
MISURE & CARATTERISTICHE
Caratteristiche:

È un baccello allungato che assume la caratteristica colorazione marrone scuro a maturazione, che avviene a settembre.
Sapore: La polpa è carnosa, dolciastra, piacevole al gusto sia cruda che tostata.
Valori:

La carruba contiene dal 30 al 60% di zuccheri (un tempo veniva utilizzata per la estrazione dello zucchero e dell’alcool); il 4-8% di sostanze azotate amidacee. Ha quindi un alto potere nutritivo fornendo per 100 g di polpa, circa, 150 calorie. Ma le vere proprietà stanno nelle sostanze azotate e negli enzimi, che hanno la caratteristica di assorbire le tossine delle infezioni intestinali: non per nulla le carrube vengono adoperate (ridotte a farina) in farmacologia per prodotti antidiarroici dei lattanti. Ancora la carruba, a farina, viene impiegata per la preparazione di specifici sciroppi decongestionanti, espettoranti ed emollienti dell’apparato respiratorio.
Utilizzo:

Dai semi contenuti entro la polpa, ricchi di sostanze peptiche e proteine, si ricava una farina adoperata per la preparazione di prodotti dietetici a basso valore calorico; mentre l’albume dei semi fornisce una sostanza gelatinosa che viene adoperata quale addensante per la preparazione di gelati, biscotti, sciroppi e conserve. Con la polpa, invece, lievemente tostata, si ottiene una eccellente farina perfettamente idonea per la preparazione di pani speciali e dolciumi. Un tempo le carrube mature, spezzettate costituivano un ricco mangime ingrassante per gli animali.
Produzione:

Nel ragusano, una delle poche aree dove il carrubo vegeta in Europa, è coltivato in terreni aridi ed impervi, spesso consociato a mandorli ed olivi. Superficie di produzione: 16.500 ettari. Quintali prodotti: 232.700.
Storia, curiosità e particolarità:

Il carrubo, albero sempre verde a chioma fitta ed ombrosa, che arriva all’altezza di oltre 12 metri, quasi certamente fu introdotto in Sicilia dagli Arabi.
 

fonte:C.C.I.A.A Ragusa

 

Tipico della zona

Fichi Essiccati

Materia prima:

fichi freschi varietà "dottato".
Tecnologia di preparazione:

i fichi, dopo raccolti, vengono fatti essiccare al sole per circa sei o sette giorni a seconda del clima. Una volta essiccati vengono messi nelle cassette e commercializzati. Possono anche subire ulteriori lavorazioni, come la farcitura con mandorle, noci o la copertura con cioccolato. Prima di ogni ulteriore lavorazione, dopo essere stati essiccati, i fichi vengono sterilizzati con varie tecniche.
Maturazione:  7-10 giorni.
Area di produzione: In tutta la Sicilia
Calendario di produzione:

 settembre, ottobre, novembre, dicembre.
Note: attualmente la produzione del fico si ottiene con impianti arborei di vecchia costituzione, per lo più consociati con olivo o formati da piante sparse, ubicati nei terreni impervi in cui è difficile razionalizzare le operazioni colturali. Questa situazione comune in tutto il Mezzogiorno rende difficile la raccolta del prodotto e la sua commercializzazione verso mercati più remunerativi. In Calabria, i frutti vengono ancora lavorati in modi diversi con le noci, con le mandorle, a "tortonilli", con il mirto, a spinopesce infilati nelle canne e a "crocetta", sistema adoperato anche dagli antichi romani che a loro volta lo avevano appreso dagli africani e dagli spagnoli.
 

fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR, 1989-1995

 

Tipico della zona

pomodoro di Pachino costoluto

 

 

Tipico della zona

pomodoro di Vittoria

 

 

Tipico della zona

Uva di Licodia Eubea

 

 

       

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