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Tipico della zona |
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Mafalda
E' un pane dalla
crosta dorata, dal delicato e caratteristico sapore di semi
di sesamo. Tra i più diffusi dell'isola, viene foggiato in
diverse forme, tra le quali, "occhi di Santa Lucia" e
"Corona", ottenuta quest'ultima tagliando in due punti il
lato superiore di un panetto a forma di mezzaluna - non
superiore ai 3 etti - che con la lievitazione e la cottura
si apre a ventaglio nella parte incisa, facendola
assomigliare ad una corona.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995
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Tipico della zona |
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Uoi
la pasta del
pane, ben fermentata, viene modellata a foggia di buoi i
quali, accoppiati a due a due, vengono finemente
intagliati e decorati con incisioni riproducenti i
simboli della realtà dei mandriani di Modica. Terminate
le decorazioni i pani vengono cotti al forno a fuoco
moderato.
Area di produzione:
Modica, in provincia di Ragusa.
è un pane tradizionale che si prepara a Modica (terra di
altopiani dove pascolano le vacche modicane) per
Capodanno. "I Uoi", che significa buoi, viene regalato
ai ragazzetti, non più bimbi, come dono iniziatico, di
passaggio dall'infanzia all'età del lavoro, che con
buone probabilità sarà quella di allevatore, stando al
significato del pane. I diversi motivi dei pani rituali
sono "un rinvio simbolico delle diverse culture
religiose stratificatesi nei secoli su un comune
inalterato dispositivo mitico diretto a garantire la
continuità della vita". I motivi più frequentemente
riprodotti derivano dal mondo animale e vegetale. Tra i
pani zoomorfi gli uccelli e i pesci sono i più
rappresentativi e tra questi la colomba, che nella
simbologia cristiana rappresenta lo Spirito Santo. Cfr.
A. Buttitta, "Una metafora della vita", da Il pane, a
cura di Cristina Papa, Perugia, 1992.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995
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Tipico della zona |
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Pane Casareccio
viene comunemente
chiamato "Vastedda". È un pane a lunga conservazione con la
crosta croccante e dorata, più buono dopo qualche giorno che
è stato fatto. È il pane tipico delle aree rurali e dei
piccoli centri che viene ancora cotto nel forno a legna. Il
nome "vastedda" indica un pane rotondo di semola. Il
prodotto ricorre in quasi tutta l'isola e si accompagna bene
con sughi, intingoli, carni al sugo, formaggi, salumi.
Guastedda invece è il panino palermitano per antonomasia
usato dai palermitani per riempirlo di milza, ricotta e
panelle (focaccia di ceci fritta e tagliata a strisce). Cfr.
G. Coria, Profumi di Sicilia, Vito Cavallotto Editore,
Palermo, 1981.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995
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Tipico della zona |
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Vastedda
è un pane
rituale del ragusano, ad uso propiziatorio. La parola "guastedda",
che ricorre in quasi tutta l'Isola, deriva dall'antico
francese gastei, col significato di focaccia,
schiacciata. Assume però diversi significati nelle varie
province siciliane: si tratterà di pizza nell'ennese o
di grossi pani nell'agrigentino o nisseno o di pane nel
palermitano e nella Sicilia centro occidentale. Di
solito è una pagnotta di 20/30 cm. di diametro, presenta
una mollica gialla, spugnosa e morbida e fragrante ed
una crosta dal caldo colore brunito. (Cfr. G. Coria,
1981). Col termine "Vastedda" si identifica anche quello
che nelle nostre schede è stato identificato come "pane
casareccio siciliano" nonché un pane fatto con semi di
cumino, nella Valle del Belice. Nella stessa Valle del
Belice il nome "Vastedda" indica anche un particolare
formaggio.
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Tipico della zona |
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Pupi cu l'ova
la farina viene
lavorata con il lievito sciolto in acqua tiepida. Quando il
tutto è ben amalgamato si lascia lievitare per diverse ore
fino al raddoppio del volume. Poi si rompe l'impasto in
tanti pezzi ai quali vengono dati le più svariate forme:
antropomorfe (pupi e pupe) zoomorfe, (cavallucci, galline)
fitomorfe, (alberi, fiori) o oggetti di uso quotidiano,
canestri, cesti, corone. Queste forme incorporano al loro
interno una o due uova e vengono finemente intagliate,
decorate o incise e rappresentano dei veri e propri
capolavori. Vengono cotte al forno al pari degli altri pani.
Area di produzione: tutta la Sicilia.
tradizione vivissima quella di confezionare pani speciali contenenti delle
uova intere per le festività pasquali. Dai popoli primitivi
ai giorni nostri, l'uovo ha sempre avuto una valenza
trascendentale presso tutte le popolazioni. La nascita di
questa tradizione va ricercata nelle origini della stessa
Pasqua, che si celebrava tra il 14 e il 15 del mese di "nissan",
che corrispondeva all'equinozio di primavera nel calendario
ebraico, rappresentando nello stesso tempo anche il
principio dell'anno. Poi, come stabilì il Concilio di Nicea,
la Pasqua cristiana venne regolata in modo che cadesse la
domenica dopo il plenilunio di primavera, ma ciò fece sì che
la Pasqua non coincidesse più con l'inizio dell'anno.
Rimasero però i riti dell'inizio dell'anno tra i quali i
pani con le uova. Cfr. G. Coria, Palermo, 1981.
fonte: Atlante
dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR, 1989-1995
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