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GLI ANTICHI MULINI AD ACQUA DELLA TERRA DI LICODIA

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LA GABELLA DI UN GRANO

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CONSUETUDINI

LA TASSA SUL MACINATO

GESTIONE PRIVATA DEI MULINI

APPENDICE
 

LA TASSA SUL MACINATO E SUE CONSEGUENZE


Secondo un vecchio adagio siciliano, "cui" junci primu a lu mulinu, macina".
Ma nell'anno 1867 a Licodia (paese di furbi! ) le cose non dovevano andare esattamente così.
Tant'è vero che l'assessore delegato alla sorveglianza della regolare macinazione nei mulini suggerì di destinare delle guardie nei mulini Nuovo, Gramatico e Macchia Noce "con l'incarico di far rispettare le vicende e di evitare gli abusi". Furono prescelti Giuseppe Falcone e Filippo Brullo, con la paga giornaliera di centesimi 85 ciascuno.
Fu inoltre imposto al mugnaio del molino Paratore di dare la precedenza ai panettieri e ai pastai per la macinazione del grano, stante la necessità di costoro di soddisfare la quotidiana richiesta di pane e pasta, benché a Licodia si facesse largo uso della rinomata pasta di Vizzini, di qualità superiore ma più cara (Nel 1863 la pasta di Licodia era venduta a centesimi 22 rotolo; quella di Vizzini a centesimi 24).
Nel periodo primaverile la persistente siccità mise in crisi i mulini. Macinare un po' di grano diventò impresa ardua.
La folla si accalcava nel locale e ognuno aspettava pazientemente il proprio turno, sia di giorno che di notte.
A peggiorare la situazione sopraggiunse un nuovo inconveniente: i nostri mulini oltre che dai licodiani, furono presi d'assalto dai cittadini di Monterosso, di Chiaramonte, di Grammichele, di Caltagirone, di Niscemi.
La situazione divenne drammatica a tal punto da costringere il Comune ad una drastica decisione.
In quel tempo il mulino Macchia Noce era adibito alla macinazione del tabacco. Il sindaco intima ai gabelloti Giuseppe La Spina e Giovanni Di Martino di interrompere quella attività e di predisporre il mulino da loro condotto in gabella, alla macinazione del grano entro il termine perentorio di giorni tre.
Altra conseguenza della siccità fu il diffondersi del colera, che non risparmiò Licodia malgrado venisse istituito un cordone sanitario molto efficiente, con la istituzione di quattro caserme nel punto della 'Santuzza', nello sbocco di S. Pietro lo Vecchio, al Fondaco Vecchio e dinanzi la chiesa di S. Lucia; e di un lazzaretto. Ciononostante, il controllo dei mulini non venne meno e alla guardia campestre D. Andrea Albo Giuca che li visitava a cavallo per assicurare il normale funzionamento, fu data una gratificazione di lire venti.
L'anno successivo, a causa della tassa sul macinato, sul Comune cominciarono a piovere altre grane.
La baronessa Celestina Bellisario, vedova Caffarelli, proprietaria dei mulini, manda all'amministrazione i "ferri" dei mulini Cassuso, Nuovo e Paratore poiché, a suo dire, la Commissione centrale l'aveva gravata di un'imposta esosa.
Cosa fare? Il fermo delle macine sarebbe stato inconcepibile a causa del grave danno
che avrebbe arrecato alla popolazione, con conseguenze imprevedibili.
Sicché, in attesa di ulteriori disposizioni, la Giunta decide di riaprire il Nuovo e il Paratore, situate in due opposte contrade rispetto al centro abitato.
Per un po' di tempo si va avanti così, mentre si tenta di raggiungere un compromesso con la proprietaria. Ma la baronessa tergiversava, forse non a torto; cosicché non si riesce a dare soluzione ad un problema che di giorno in giorno si fa sempre più' grave. Il Nuovo e il Paratore vengono chiusi.
L'atmosfera torna a farsi rovente mentre la popolazione continua a rumoreggiare in modo preoccupante.
Si giunge così all'estate del 1871.
L'amministrazione comunale dispone d'autorità la immediata riapertura dei molini Nuovo e Gramatico. Vengono chiamati i mugnai Sebastiano Di Martino e Angelo Di Martino ai quali saranno dati, rispettivamente, litri 50 al mese di frumento e centesimi trenta al giorno di mercede.
Alcuni giorni dopo le autorità, considerato che la riapertura dei mulini Nuovo e Gramatico non è sufficiente a coprire le esigenze della popolazione; che già da tre giorni mancano il pane e la pasta; che "la gente è accalcata nei mulini con la speranza di macinare almeno in parte il grano e che l'agitazione è tale da far temere una sommossa", propone l'apertura del mulino Paratore che potrebbe ottemperare ai bisogni della comunità. Adesso vale la pena di vedere da vicino alcuni bilanci relativi alla gestione dei mulini da parte del Comune e quanto ebbe a pesare su questa gestione la tassa governativa sul macinato, che venne a turbare per oltre un decennio la pacifica attività di questi indispensabili strumenti per la macinazione, con grave turbamento e disagio per la popolazione, sulla quale venivano a ricadere, come sempre del resto, gli effetti negativi di questo stato di cose.
L'amministrazione comunale, che per ragioni di ordine pubblico aveva aperto i tre mulini di cui sopra; e che successivamente aveva disposto anche l'apertura del mulino Macchia Noce, allo scopo di tutelare gl'interessi del Comune e di regolare il servizio di macinazione dei cittadini aveva delegato l'assessore Don Carmelo Mazzarino. Dovendo ora la Giunta conoscere l'andamento di questa prima fase di macinazione, chiede all'assessore il rendiconto; ed egli consegna un "Notamento" che fa riferimento sino a tutto il quattro Agosto.
 

INTROITI

-Tassa governativa sui molini Nuovo, Gramatico e Paratore:
-Importo ricavato dalle molende, vendute a Comiso:
Totale introiti:
USCITE

-Ai tredici operai che per due giorni hanno lavorato
per espurgare le saie del Nuovo e del Gramatico, a lire 1,70 ciascuno:
-Mulino Paratore:
- Per espurgo della saia, all'operaio:
- A due braccianti, per scavare e sgomberare terra:
- A tre ragazzi per otturare la diga:
-Per sei tumoli di gesso:
-Al fabbro per tre perni: 
- Alla persona chiamata per situare le macine:
- Mulino Macchia Noce:
- Ai cinque operai incaricati dell'espurgo della saia:
-Agli stessi: .
-Ad altri:
- Per scavo e sgombro di terra:
- A tre ragazzi per portare terra nella diga, a £. 1,15;
e ad altri tre più' piccoli per lo stesso oggetto, a £. 1,10: .
- Per sistemazione macina: .
- Per un levatoio d'acqua: 
- spese diverse, per materiale e manodopera:
- Paga alla persona incaricata di porgere il frumento al crivellatore.
- Per trasporto di mole e di un collo di macina.
- Per trasporto di molende.
- Ad Angelo Interligi per condurre il verificatore dei contatori da Vizzini.
- A Don Vincenzo Mazzone per crivellare e misurare il frumento delle molende. - Altre voci.
- Totale spese diverse: .
- Per gli amministratori dei mulini:
- Nuovo e Gramatico (dal 21 luglio al 4 agosto):
- Idem per il Paratore (dal 25 luglio): .
- Tassa governativa:
Sui mulini Nuovo e Gramatico dal 21 al 27 luglio,
giusta gli elenchi spediti dalla Intendenza di Finanza di Catania,
ed in proporzione del tempo della gestione del Comune:.
Totale spese: .
- Rimanenza attiva (702-507,03):
 

£.447
£.255
£.702



£.44,20. 

£. 1,70.
£. 1,90.
£. 1,9O
£. 1,17
£. 0,45.
£. 3,82.

£. 8,50.
£. 10,20
£. 17.
£. 2,73.

£. 7,60
£. 3,60
£. 2,13.







£. 31,70

£. 38,30.
£. 14



£.319,33
£,507,03
£. 194,97.

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