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Gli avvenimenti narrati in queste pagine sono il frutto delle
ricerche da me intraprese dall'estate del 1982 allorché ebbi
occasione di visitare ciò che resta del mulino di Macchia Noce. Il
silenzio e il senso di abbandono che regnavano tutt'intorno,
nonché all'interno, mi richiamarono alla mente, quasi per
contrasto, il frastuono e l'incessante via vai di tanti anni fa,
quando, appena adolescente, dalla vicina Ragoleti si andava al
mulino per assistere alle varie fasi della macinazione.
Pensai allora di approfondire le mie conoscenze documentandomi,
per quanto mi fosse possibile, sull'attività di questi
antichissimi opifici attraverso i quali è passata una consistente
parte della nostra storia che ha avuto per protagonista il pane.
Le notizie riportate, tutte inedite, sono state ricavate da
documenti in mio possesso, dagli archivi locali, dall'Archivio
storico della Biblioteca di Vizzini e dall'Archivio di Stato di
Catania.
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A vent'anni dalla prima edizione, ormai introvabile, SiciliAntica
ha ottenuto da Carmelo Verdi la gentile concessione per la
presente edizione.
La diffusione del volume, anche fuori dell'Isola, ha stimolato
numerosi studiosi locali ad effettuare ricerche analoghe negli
archivi e nel territorio; questo va certamente a merito dell'opera
e del suo Autore.
Aver esplorato un argomento tanto importante, quanto allora
misconosciuto, della storia di Sicilia, con dovizia di
documentazione, rende ancora attuale il lavoro di Carmelo Verdi;
perciò SiciliAntica, stimolata anche dalle tante richieste, ha
ritenuto utile dare un'ulteriore opportunità di diffusione al
pregevole saggio.
Questa edizione vede aggiunta un'appendice relativa alle 1sruzioni
per la contribuzione del regio dazio sulla macinazione dei
frumenti...
Auguro all'opera lo stesso gradimento avuto nel 1985 ed al
fraterno amico Carmelo Verdi ulteriori successi.
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