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L’edificio fu edificato su una precedente costruzione di
epoca sveva, i cui resti sono visibili nelle duecentesche
volte a crociera del pian terreno. Il prospetto, comunque,
conserva semplici forme rinascimentali, anche se la
trasformazione di balconi e altre modifiche rendono
complessa la sua lettura architettonica. All’interno la
Biblioteca arcivescovile alagoniana, fondata nel 1780 dal
vescovo Alagona, che conserva pezzi davvero unici, come gli
incunaboli di Sweyhiem e Pannarz, i primi ad introdurre la
stampa in Italia nel 1471.
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