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Se
la visita al centro storico di Ragusa e alle sue bellezze
architettoniche ed artistiche può risultare facile per la
concentrazione degli stessi in poche centinaia di metri,
attraverso vie simmetricamente ordinate, ben più complessi si
presentano gli itinerari per assaporare le bellezze dell'antico
borgo medioevale. Ne saranno seguiti diversi che permetteranno
di gustare Ibla nel suo insieme : ciò al fine di non far perdere
al visitatore tutto ciò che di bello e antico trasuda anche
dalle strette viuzze. Questa metodologia potrà apparentemente
risultare disordinata, ma, di sicuro, permetterà di apprezzare
tutte le bellezze dell'antico centro, passando dalla visita
all'antica chiesa o al vetusto palazzo all'ammirazione della
vecchia fontana, del pittoresco slargo, dell'antica scala o
della mirabile veduta sulle profonde vallate.
Un primo itinerario per
avvicinarsi a Ibla parte dal centro di Ragusa : scendendo da
corso Italia si prosegue per il corso Mazzini arrivando
all'imbocco delle Scale : queste costituiscono l'originale, e
una volta unica via di collegamento, fra Ragusa Ibla e la città
nuova.
Questo percorso, rigorosamente pedonale, è estremamente
suggestivo e riflette l'andamento del suolo che ha condizionato
l'urbanistica di Ibla : gli uomini hanno strappato ogni spazio
alla roccia e si sono via via arrampicati sulla collina
riuscendo a costituire quell'aspetto scenografico che rende
unica Ibla, con le case addossate le une alle altre con strade
strette e tortuose, disseminate di Chiese e di campanili che
svettano quasi d'improvviso fra i tetti.
Caratteristica di questo percorso lungo le scale è anche
l'imbattersi in meravigliosi scenari allorquando il percorso si
apre sulla vallata. Come all'inizio, arrivati alla Chiesa di
Santa Maria delle Scale, si può ammirare uno dei più belli
panorami di Ragusa Ibla.
Una volta chiamata
Chiesa di Santa Maria delle Cateratte, forse per la sua
posizione sul ciglio di un burrone, la valle del Gonfalone, dove
prima sorgeva una edicola votiva con una Madonna col Bambino, fu
originariamente costruzione destinata ad ospitare l'ospizio
delle Cateratte, iniziata in periodo normanno e ricostruita dai
Chiaramonte per poi essere riedificata dopo il terremoto.
Conserva della primitiva chiesa quattrocentesca e rinascimentale
la navata destra che resistette al sisma. La struttura a tre
navate vede annesse numerose cappelle di squisita fattura e
decorazioni che riecheggiano gli stili delle diverse epoche.
L'ingresso attuale immette nella navata sinistra ; all'esterno
si possono intravedere resti della primitiva costruzione, in
particolare metà sinistra dell' originale portale d'ingresso,
ora murato, nonchè un pulpito gotico. Di rilievo all'interno il
"Transito della Vergine", altorilievo policromo in terracotta,
recentemente restaurato, di scuola Gaginesca. Degni di noto da
un punto di vista artistico le volte che poggiano su capitelli
raffiguranti fiori e allegorie.
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