|
Di
certo esisteva una antica Chiesa dedicata a San Giorgio, nei
pressi dell'antico castello, edificio sacro innalzato nel
periodo greco-bizantino, di cui non si hanno notizie certe.
Durante il dominio dei Chiaramonte il Conte Simone si preoccupò
di far erigere, intorno al 1349, una seconda e più maestosa
Chiesa dedicata al Santo Protettore. La datazione è importante
per stabilire l'epoca a cui appartiene l'unico resto a noi
pervenuto di tutto l'edificio, il magnifico Portale divenuto
quasi il simbolo della città.
Molti hanno ritenuto per anni che detto Portale fosse stato
costruito intorno all'XI - XII secolo, addirittura uno studioso
palermitano, il Cannizzo, ne fissò la data intorno al 1150,
adducendo a sostegno della tesi che il portale non fosse in
stile gotico ma piuttosto in stile siculo-arabo-normanno.
La costruzione va di certo ascritta al periodo normanno, nel
'400, e a sostegno di questa tesi vi è la presenza di due aquile
scolpite nei quadri a spola fiancheggianti la Croce, che si
rifanno a quanto i Chiaramonte operarono similmente in altri
edifici.
La Chiesa, a giudicare dal Portale rimasto, doveva essere di
grande magnificenza, in linea con l'estetica che lo stile
ogivale esigeva : si trattava di un grande Tempio a tre navate
separate da sette colonne per lato, arricchite da ben 12 altari
oltre i tre dell'abside e al Fonte Battesimale. Caratteristica
dell'edificio sacro era, di certo, il campanile edificato
dall'architetto ragusano Di Marco, mirabile esempio di
architettura con i suoi 100 metri di altezza.
Il terremoto del 1693 rovinò irreparabilmente la Chiesa,
causando anche il crollo del campanile : tutto andò perso delle
preziose opere d'arte e delle fastose decorazioni, resistette al
sisma solo la navata laterale sinistra che, forse, poteva essere
salvata ma che il fervore per l'edificazione del nuovo tempio
fece dimenticare, determinandone la fine definitiva.
Addirittura il suolo venne posto in vendita e non si riesce a
capire come si riuscì ad imporre il vincolo di conservare il
Portale, che ancora oggi rimane intatto nella sua bellezza.
Di stile gotico-catalano ad arco acuto, con ricchi intagli, ha
al centro una figura di San Giorgio a cavallo che uccide il
drago e libera la Principessa di Berito. Sette colonnine a
fascio sostengono sette archi leggermente acuti : si tratta di
un altorilievo su blocchi di calcare tenero. Negli interspazi
dei sette archi si ammirano raffinati intagli con fiori, foglie
e animaletti immaginari ; sopra il settimo arco è scolpito un
disegno che culmina al centro in un fiorone a forma di croce. Ai
lati due losanghe contenenti sculture che raffigurano l'aquila,
emblema della città. |