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I Palazzi e il museo archeologico

 

Palazzo Lupis : dimora signorile del '700 caratterizzata dalla facciata nobile arricchita da balconi con artistiche mensole, si trova in corso Italia, poco al di sotto della piazza San Giovanni.

Palazzo Comunale e del Governo : del 1880, fu ampliato nel 1929 per La Prefetturaospitare la Prefettura. Nei saloni di rappresentanza di quest'ultima mirabili affreshi di Duilio Cambellotti, ispirati al ventennio. Imponenti le due facciate dove hanno sede gli ingressi, quello della casa comunale in corso Italia, quello prefettizio in via Rapisardi, entrambe di chiaro stile rinascimentale. Dal lato di corso Italia si possono osservare quattro bassorilievi, sopra le finestre del primo ordine, opera del ragusano Carmelo Leone, che rappresentano i simboli delle arti e delle lettere, delle scienze, delle guerre nazionali e delle guerre comunali. Interessante il prospetto del palazzo su corso Vittorio Veneto, rientrato nella parte centrale, con giardino, vasche e una scultura posta su una colonnina, che raffigura tre facce ; sulla sommità della parte centrale una torre adornata da decorazioni e sovrastata dalla campana dei Caduti, che veniva suonata nelle feste nazionali.

 

Palazzo Bertini : costruito dalla famiglia Floridia verso la fine del '700, all'inizio di corso Italia, prese il nome dalla famiglia che lo acquistò. Caratteristica di questo palazzo i tre mascheroni posti sulla chiave di volta delle finestre che rappresentano i " tre potenti" : il signore, il ricco e il povero ; nell'allegoria vengono rappresentati il povero, con la lingua di fuori, con naso enorme, con l'espressione di chi sente potente per non avere nulla da perdere e quindi in condizione di non essere privato di alcunchè, il ricco con turbante e baffi ben curati e l'aria tranquilla tipica di chi ha tutto e tutto può grazie al suo denaro, l'aristocratico, al centro, con l'espressione sicura che deriva dalla consapevolezza del censo.

Il povero

Il ricco

Palazzo Zacco : in via San Vito, prima dell'imbocco al Ponte Giovanni XXIIII, si erge un magnifico palazzo di raffinato gusto barocco, con portale d'ingresso fiancheggiato da due colonne con capitelli corinzi che sostengono il balcone centrale, tipico esempio barocco arricchito da una inferriata finemente lavorata in ferro battuto. Da ammirare i balconi, uno con un mascherone ghignante e linguacciuto che si fa beffe dei passanti, un altro su corso Vittorio Veneto arricchito da una procace sirena circondata da musici ; non meno interessanti gli altri balconi rappresentanti musici e personaggi della vita quotidiana. Il palazzo è di proprietà comunale e aspetta di essere degnamente restaurato. Sullo spigolo dell'edificio un magnifico stemma gentilizio sostenuto da putti.

 

Palazzo delle Poste


Palazzo delle posteCostruito negli anni '30 con una maestosa facciata che presenta nove colonne sormontate da altrettanti statue, in travertino romano, opera dello scultore Corrado Vigni. Accanto al palazzo il monumento ai postelegrafonici caduti in guerra che si rifà all'architettura del ventennio fascista. Il palazzo si erge sulla piazza Matteotti, comunemente conosciuta come Piazza Poste, su cui si affacciano la casa comunale, la Banca d'Italia e signorili palazzi : al centro della piazza una vasca con una fontana rappresentante delfini stilizzati, opera dello scultore ragusano Carmelo Cappello. Altre opere dello stesso scultore sono riunite nella civica raccolta temporaneamente ospitata in locali della Casa Comunale.

Palazzo Schininà
In via Roma, poco distante dalla Cattedrale, si può ammirare il palazzo Schininà oggi sede Vescovile. Il prospetto è arricchito dal portone centrale con arco semicircolare e sculture ornamentali. Scenografici i sette balconi del primo piano, con quello centrale riccamente ornato da intagli e sculture

Sempre nel centro storico degni di essere ammirati numerosi altri palazzi che di recente sono stati restaurati e ristrutturati per essere abitati, ritornati all'antico splendore dopo anni di abbandono e di incurie. Immancabile, poi, una visita al locale museo.

 

IL MUSEO ARCHEOLOGICO

 

Si trova in via Natalelli, al di sotto del Ponte nuovo, affacciato sulla vallata Santa Domenica.Meta obbligata, non solo per gli appassionati, il Museo fu costituito alla fine degli anni '50. Ebbe vita dalle ricerche condotte dall'archeologo Di Vita sul territorio della nostra provincia. Gli interessanti reperti custoditi sono accompagnati da preziose didascalie. Notevole la collezione di ceramiche relative al periodo di Stentinello e a quello tardo neolitico di Diana ; sono custodite ancora ceramiche della prima età del bronzo, della civiltà di Castelluccio, ritrovate in contrada San Filippo di Ragusa e in territorio di Vittoria ; di grande pregio l'ingente deposito di bronzi di Castelluccio, fra cui armi, frammenti di lame, punte di spade e pugnali. E' possibile ammirare anche oggetti di arredamento e di uso personale.
Sono esposti preziosi reperti rinvenuti nelle necropoli classiche di Passo Marinaro e di Scoglitti e in quella arcaica di Rifriscolaro, fra cui anfore e piccoli vasi attici del V sec. a.C.
Pregevoli alcuni reperti di monete camarinensi e grandi anfore arcaiche (corinzie, attiche, etrusche e puniche).
Una sezione del Museo è dedicata al piccolo villaggio di Monte Casasia, antica fortezza sicula, e al più esteso abitato di contrada Castiglione : sono esposte ceramiche provenienti da corredi funerari e la testa di una statuetta di figura femminile databile al VI sec. a.C..
Si possono osservare i reperti della necropoli greca di contrada Rito e la ricostruzione fedele di due tombe.
Ancora fra i reperti terrecotte provenienti da centri ellenistici come l'abitato di Scornavacche, in territorio di Chiaramonte.
Nel museo sono accolte le ricostruzioni di due pavimenti della chiesetta bizantina della Pirrera, nel territorio di Santa Croce Camerina, e dei mosaici di una basilica bizantina del v sec. d.C., rinvenuti nell'entroterra di Caucana. Sono altresì presenti innumerevoli materiali di non definita provenienza.


 

fonte:  Cesare Pluchino Su e giù per le antiche scale - edit. Giallo Taxi Ragusa 1999 Aapit ragusa"

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