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Sorge
sull'attuale piazza Pola, sul sito ove era edificata la
Chiesa di San Tommaso, distrutta dal terremoto del 1693.
E' attribuita al Gagliardi e costituisce, insieme alla
Chiesa di San Giorgio, una delle massime espressioni del
barocco siciliano.
Fa parte di un esteso complesso architettonico
comprendente l'annesso Monastero delle Benedettine, che
si affaccia posteriormente in via Torrenuova, e il
vecchio Palazzo Comunale, sede della Amministrazione
cittadina fino al 1926, facente parte, una volta,
dell'edificio monacale.
Prima del terremoto la Chiesa sicuramente era annessa al
Monastero, forse dedicata a San Benedetto, la
ricostruzione fu progettata sul sito della vicina Chiesa
di San Tommaso che andò completamente distrutta.
Il Monastero
delle Benedettine
sorgeva intorno
al 1500 per la munificenza del Barone di Buscello,
originario di Noto, che, anche in ossequio alle volontà
testamentarie della moglie, trasformò il Palazzo dove
abitava in Convento. Dopo il terremoto, che distruggeva
quasi tutta la costruzione, risorgeva l'attuale
comprendendo appunto i fabbricati della Chiesa di San
Tommaso e gli annessi ; col passare degli anni parte del
complesso fu venduto a privati e al Comune, che appunto
vi istituì la propria sede.
Il prospetto del tempio presenta elementi architettonici
che ripercorrono
quelli della Chiesa di San Giorgio : la convessità del
partito centrale è qui accentuata da colonne che
sporgono ortogonalmente, la facciata è a due ordini, con
cella campanaria a tre luci come coronamento ; nel primo
ordine si offrono alla vista quattro colonne e due
semipilastri corinzi, un portale con arco semicircolare
sovrastato da eleganti sculture e quattro statue che, da
sinistra, raffigurano Santa Gertrude, Sant'Agostino, San
Gregorio e Santa Scolastica. Nel secondo ordine una
finestra al centro, con arco semicircolare sovrastato da
sculture, quattro colonne e due semipilastri con
sculture ioniche, due volute e due statue raffiguranti
San Mauro e San Benedetto. Il terzo ordine presenta i
tre archi della cella campanaria con intagli scolpiti e
sovrastati dalla cuspide, riccamente decorata.
L'interno è a forma ovale, ben riccamente dotato :
nell'atrio a destra e a sinistra si notano due nicchie
nelle quali sono collocate una statua in cartapesta di
San Benedetto e una in argento a sbalzo di San Giuseppe
; nella parete destra si possono ammirare due dipinti di
Tommaso Pollace, dei primi dell'800 raffiguranti la
monaca Santa Gertrude e l'Abate San Benedetto ; a
sinistra, dello stesso autore, un dipinto raffigurante
l'Abate San Mauro e un altro raffigurante la Trinità di
Giuseppe Cristadoro, sempre sulla parete sinistra
caratteristici le finestre e i balconcini con grate
monacali da cui le monache benedettine potevano
assistere alle funzioni, sull'altare centrale un quadro
della Sacra Famiglia dipinto dal ragusano Matteo
Battaglia nel 1775, in alto un affresco rappresentante
la Gloria di San Benedetto dipinto nel 1793. Al di sopra
del portale si ammira una tribuna con grate monacali ;
estremamente scenografico ed elegante il pavimento
realizzato in calcare indigeno bianco e pietra pece nera
combinati in un artistico disegno intercalato da
piastrelle policrome.
Su piazza Pola,
una volta centro della città, si affacciano signorili
palazzi. Poco distante da piazza Pola, imboccando via
Orfanotrofio, si possono ammirare i resti della Chiesa
di Sant'Antonio e il Palazzo Di Quattro.
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