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Una
delle massime espressioni dell'architettura sacra
barocca è la Chiesa di San Giorgio di Ragusa Ibla,
progettata dall'architetto Rosario Gagliardi, siracusano
di Noto, figura eminente della corrente artistica di
quei tempi.
La Chiesa fu edificata sul sito della vecchia Chiesa di
San Nicola, che era stata distrutta dal terremoto : la
scelta del posto fu forse dovuta alle lotte che
opponevano i devoti di San Giorgio a quelli di San
Giovanni che volevano edificare la nuova Matrice
nell'abitato della città nuova, per sancire la divisione
del beneficio parrocchiale : nelle more della questione,
a seguito delle decisioni ecclesiali che volevano
riunire in un solo tempio i due Santi Protettori, si
scelse una zona che poteva essere considerata a metà fra
i due centri, quello vecchio e quello nuovo : va notato
che la vecchia Chiesa di San Giorgio sorgeva molto più
in basso, ove ora trovasi il vecchio Portale, unico
resto dell'antica Cattedrale. I lavori furono iniziati
nel 1739 e continuarono fino al 1775, mentre la cupola
fu iniziata verso il 1810 per essere terminata nel 1820.
Ancora più tardi, nel 1890, fu eseguita ed installata la
magnifica cancellata che cinge la scalinata.
Il
superbo ed ambizioso progetto del Gagliardi conferisce
una scenografia particolare alla piazza tutta : l'asse
prospettico dell'edificio, deviato rispetto alla piazza
stessa, forse voluto per rivolgere il prospetto al
sorgere del sole, permette di ammirare la maestosa
cupola e la grande e alta scalinata contribuisce ad
accrescere l'effetto ascensionale del prospetto centrale
che fa del tempio un capolavoro dell'architettura di
tutti i tempi.
La Chiesa sorge su un progetto a pianta basilicale, a
tre navate, divise da robusti ma eleganti pilastri di
calcare duro, con zoccolatura in pietra pece ; la navata
maggiore, coperta da una volte a botte lunettata, è
illuminata da ampie finestre modanate con timpani ad
arco ribassato. Le due navate laterali comprendono una
serie di Cappelle con copertura a cupola.
La facciata, a tre ordini, con partito centrale
leggermente convesso, con volute spiraliformi che
collegano i vari ordini, termina con l'originale
inserimento della torre campanaria al terzo ordine,
sovrastata dalla cuspide con forma a bulbo. Forte
plasticità è data dall'inserimento di colonne libere nei
vari ordini.
Il
primo ordine presenta dieci robuste colonne corinzie su
solidi piedistalli, con un portale centrale e due
laterali ; il portone centrale è finemente scolpito con
sei altorilievi, del palermitano Vincenzo Fiorelli,
raffiguranti scene del Martirio di San Giorgio, ed è
abbellito da sculture sulla cornice del portale.
Il secondo ordine presenta un finestrone ornato da una
cornice con intagli impreziosito da una vetrata colorata
raffigurante San Giorgio nell'atto di uccidere il drago
; sei colonne corinzie sono sovrapposte alle sei interne
del primo ordine ; ai lati, su due artistiche volute, le
statue equestri di San Giorgio e di San Giacomo
Apostolo.
Il terzo ordine offre alla vista la cella campanaria con
balaustra, quattro colonnine corinzie e due statue sulle
volute laterali, di San Pietro e San Paolo. Un orologio
con la campana per i rintocchi, quello della vecchia
Chiesa della Maddalena, due artistici vasi e la cuspide
coronata da un globo e da una croce aerea completano la
facciata.
All'esterno troneggia la magnifica scalinata recintata
dalla mirabile alta ringhiera in ferro, capolavoro
questo dell'acese Angelo Paradiso che la realizzò nel
1890.
La
neoclassica cupola, alta 43 metri, fu portata a termine
nel 1820 dal capomastro muratore Carmelo Cutraro, che la
realizzò sulla base di una incisione che raffigurava la
cupola del Pantheon di Parigi : è un capolavoro non solo
per i problemi di staticità che si dovettero superare ma
piuttosto per la solidità unita all'eleganza e alle
linee svelte che ne fanno un modello di architettura.
Poggia su una serie di sedici colonne binate,
cilindriche, leggere con raffinatissimi capitelli
corinzi. Sulla cupola più grande sorgono altre colonne
più piccole che sostengono una cupoletta più piccola. La
cupola, come accennato, può essere ammirata, in tutta la
sua armonia e bellezza, più da vicino, meglio se nelle
ore serali quando è artisticamente illuminata, dalla
Piazza dell'ex distretto militare, fra l'altro in un
suggestivo e pittoresco scorcio dove la stessa cupola si
erge imponente dai tetti delle case circostanti.
L'interno della Chiesa, a croce latina, a tre navate,
separate da due file di robuste colonne, cinque per ogni
lato, offre non pochi capolavori oltre alle stupende
decorazioni e agli addobbi sontuosi.
In alto, le finestre della navata centrale sono chiuse
da vetri colorati, artisticamente istoriati : in tutta
la Chiesa ve ne sono ben 33, raffiguranti 13 episodi del
Martirio di San Giorgio, 6 figure di Santi, 14 simboli
vari, realizzati su disegni di Amalia Panigatti nel
1926. Propongono le fasi del martirio di San Giorgio
quelle della navata centrale : sotto Diocleziano,
all'inizio del IV secolo, iniziò l'ennesima persecuzione
contro i Cristiani, perchè l'Imperatore, di ritorno
dalle sconfitte in Tracia, aveva attribuito queste al
malvolere degli Dei, per la presenza di Cristiani nella
sua corte e nel suo esercito ; emanò, quindi, un editto
che autorizzava il luogotenente Galerio a fare strage
dei Cristiani, fra i quali il Tribuno Giorgio.
Nella prima vetrata è raffigurato Giorgio di Cappadocia
al cospetto dell'Imperatore, mentre strappa l'editto
nella seconda Giorgio, consapevole della fine,
distribuisce i suoi averi ai poveri nella terza,
convocato da Diocleziano per rendere conto del suo
operato, gli mostra la Croce nella quarta Giorgio legato
ad una colonna viene frustato mentre un soldato guarda,
ammirato, la serenità del suo volto nella quinta il
Santo è legato alla ruota mentre un angelo scende con la
palma del martirio nella sesta viene trascinato alla
fornace mentre un soldato lo ferisce alle spalle con un
pugnale nella settima viene raffigurato il martire,
calzato con scarpe roventi, mentre viene condotto in
carcere
nell'ottava viene raffigurato mentre subisce il
supplizio delle tenaglie nella nona Gesù compare al
Santo in una luce brillante nella decima San Giorgio,
con un gesto, abbatte i falsi idoli e si vede una statua
di Apollo che si frantuma nella undicesima viene
raffigurato il corpo decollato di San Giorgio mentre il
boia tiene in mano il capo del Santo che ha espressione
serena e bella nella dodicesima vetrata vengono
raffigurati alcuni Cristiani che rapiscono il corpo del
Santo nella tredicesima la tradizionale figura del
Santo, mentre colpisce il drago.
Percorrendo la navata sinistra, nella prima Cappella si
può ammirare un quadro raffigurante Santa Maria
Maddalena dei Pazzi, nella seconda una tela recente
della Madonna del Rosario, con una preziosa cornice del
1600 ; nella nicchia soprastante l'ingresso laterale
della Chiesa si conserva l'Arca
Santa, un'urna reliquario che viene portata in
processione durante i festeggiamenti in onore del Santo,
prezioso capolavoro in argento del '700. Nella terza
Cappella vi è un quadro raffigurante l'Angelo Custode,
opera del 1763 di Vito D'Anna, nella quarta un quadro di
Santa Gaudenzia, opera di Antonio Manno ; di fronte,
dietro l'organo un quadro di San Giorgio appiedato, del
1787, opera di Giuseppe Tresca.
Nel transetto di sinistra un quadro raffigurante San
Giorgio a cavallo, nell'atto di uccidere il drago, opera
di Dario Guerci nel 1866, sopra la porta della Sagrestia
un Cristo alla colonna del Manno, di fronte ad essa la
tomba modesta del Conte Bernardo Cabrera, le cui spoglie
furono trasferite dalla vecchia Chiesa, unitamente allo
stemma e ad una lapide che ricorda colui che fu Conte di
Ragusa dal 1392 al 1419. Nell'abside di sinistra, o
Cappella del Crocefisso, un prezioso Crocefisso del
seicento.
Nell'abside centrale un altare in marmo e sulle pareti
laterali gli stalli per il coro, finemente intagliati.
Davanti all'altare maggiore, rivolgendo lo sguardo
all'insù, è possibile ammirare lo stupendo spettacolo
offerto dalla maestosa ed imponente cupola. Sulla destra
si può ammirare l'organo, rarissimo strumento del 1881,
opera dei fratelli Serassi di Bergamo, dotato di 97
registri e di 4000 canne.
Nell'abside di destra, o Cappella del Sacramento, si
ammirano un altare in marmo e il tronetto per
l'esposizione del Santissimo, pregevole lavoro in
argento a sbalzo, opera del palermitano Vella nel 1747 ;
due altorilievi alle pareti, raffiguranti Gesù con
l'adultera, a destra, e Gesù con i bambini a sinistra.
Nel transetto di destra un quadro di San Nicola, opera
di Vito D'Anna.
Nella navata destra, si può ammirare un quadro del 1864,
il Riposo in Egitto, di Dario Guerci, nella quarta
Cappella ; nella terza un quadro di Maria Immacolata, di
Vito D'Anna, nella nicchia sopra l'ingresso laterale
viene riposta la Statua lignea del Santo che viene
portata in Processione, opera del palermitano Bagnasco,
che rappresenta San Giorgio nell'atto di uccidere il
drago ; nella seconda Cappella un quadro di San Basilio,
nella prima un quadro di San Vito.
Nella sacrestia, riccamente arredata con armadi in
legno, finemente decorati, troneggia una decorazione di
tribuna composta da tre statue, in pietra indigena,
raffiguranti San Giorgio a cavallo, affiancato da Sant'Ippolito
e da San Mercurio, poggianti su una base con alcuni
bassorilievi raffiguranti episodi della vita di San
Giorgio e i dodici Apostoli. Originariamente si
componeva di 5 nicchie con altrettante statue : le
nicchie sono abbellite da sei colonne corinzie
elegantemente scolpite. Il tutto, datato 1574, si
trovava nella vecchia Chiesa di San Giorgio e viene
attribuito a qualche discepolo del famoso scultore
palermitano Gagini.
La Chiesa conserva tanti altri capolavori : uno di
questi è il grandissimo telerio che viene utilizzato per
chiudere l'abside destra durante la Quaresima ; opera
dei calatini Francesco e Giuseppe Vaccaro, rappresenta
la Crocifissione con innumerevoli personaggi a piedi e a
cavallo. Ancora vengono conservati preziosi reliquari,
in oro e in argento, calici finemente lavorati, mazze
capitolari, preziosi paramenti sacri, oltre ai busti in
argento di Santa Gaudenzia e di San Giorgio, che
costituiscono tutti il cosiddetto 'tesoro di San
Giorgio' |