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Distrutta dal
terremoto del 1693, l’antica Noto sorgeva sul monte Alveria,
una zona abitata sicuramente secoli prima dal leggendario re
dei Siculi Ducezio. Noto e i Siculi, come avvenne in altre
zone in quel tempo dovettero sottomettersi ai greci. I quali
poi furono soppiantati dai romani, che di Noto fecero una "civitas
foederata". Nell’866 fu conquistata dagli arabi, che la
fecero "Capovalle" amministrativa di una delle tre
circoscrizioni in cui divisero la Sicilia. Così tutta la
porzione sudorientale dell’Isola divenne Val di Noto. Nel
1503 la prosperosa Noto ebbe da re Ferdinando il Cattolico
l’appellativo di "Ingeniosa". Imponente la porta della
Montagna, i cui resti segnano l’ingresso della città
abbattuta dal terremoto. Tra le rovine, quelle del collegio
dei Gesuiti e palazzo Belludia, della chiesa di San Nicolò e
quella di San Francesco e del Carmine. Poco distante dai
ruderi dell’antica Noto, il villaggio preistorico di
Castelluccio. |
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