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Duomo di S. Pietro

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Duomo di S. Pietro

 

L’attuale imponente Duomo di S. Pietro Apostolo, a metà del Corso Umberto I, venne edificato intorno al 1350-60.
Distrutta in parte dal terremoto del 1613, venne subito restaurata; difatti nell’attuale sacrista resiste il cupolino d’una Cappella gentilizia ed i superstiti capitelli dei pilastri di sostegno, con la data 1620, ma il susseguente terremoto del 1693 la demolì completamente. Venne ricostruita ai primi del 1750.
La Chiesa: a tre navate. Il prospetto, di stile settecentesco ricalca i primi, motivi neo-classici delle costruzioni religiose del tempo pur presentando quella decorazione barocca dalla quale gli artigiani locali non vollero allontanarsi, ritenendola più che pregevole ai fini ornamentali, specie nella costruzione di edifici religiosi.
La facciata è sobria, elegante; non ha nulla che sia superfluo o qualcosa che le manchi in tutta la sua contenuta massa architettonica. L’ornamentazione non è esageratamente pomposa, né sono evidenti od eccessive le sporgenze o le rientranze proprie del barocco.
L’interno è a tre navate, ricavate da quattordici poderose colonne dai magnifici corinzi capitelli; in fondo, a sinistra, la vecchia sacristia dalle volte a costoloni e coi resti dei primitivi magnifici stucchi di gesso, unico plesso superstite della Chiesa originaria.
ICONOGRAFIA: prima navata, a destra entrando: nel primo Altare un buon dipinto di Ignoto, raffigurante le “Anime nel Purgatorio”; segue una Cappella con quattro Altari di cui:
nel primo: una statua lignea di S. Biagio, nel secondo un dipinto raffigurante “S. Liborio e S. Leonardo di Porto Maurizio”, nel terzo la “Madonna delle Grazie”, tela del modicano Raimondo Zaccaria, eseguita nel 1860, ove è riprodotto l’antico “loggiato” del Santuario di S. Maria delle Grazie; sull’alto della tela la copia del prodigioso quadro rinvenuto nel cespuglio di Monserrato ; indi, nel quarto Altare, in una nicchia, la marmorea Madonna di Trapani, in questa Chiesa trasportata allorquando venne chiusa al culto la Chiesa di S. Maria di Trapani nell’omonima contrada, a due chilometri da Modica
Altare del Sacro Cuore con il gruppo statuario di N. S. Signore e S. Maria Alacoque; indi l’altare con il famosissimo gruppo statuario di S. Pietro e il paralitico, capolavoro del grande scultore palermitano Paolo Civiletti, eseguito nel 1893. Questo grandioso gruppo scultoreo del più alto esponente, nella scultura, della tendenza veristica siciliana dell’ottocento, rappresenta l’opera, dopo la Madonna marmorea, più altamente e veramente artistica del grandioso Duomo.
Segue l’Altare con il famoso Crocifisso dell’artista in plastica modicano S. Ammatuna; indi, a fondo navata, l’artistica a splendida Cappella del SS. Sacramento.
terza navata, a sinistra entrando: Fonte battesimale: indi Cappella con quattro Altari di cui il primo è un Reliquario, il secondo un pregevole dipinto raffigurante Gesù che consegna le chiavi a S. Pietro di Ignoto, il terzo con il dipinto originale del Transito di S. Giuseppe, di Ignoto, magnifica tela di scuola siciliana del seicento e di cui due copie sono una a S. Maria della Catena e l’altra a S. Giovanni Evangelista; nel quarto una Custodia. Anche questa Cappella ha decorazioni e stucchi barocchi.
Altare Maggiore, fondo navata centrale: tutto l’Altare è di pregevole marmo e su di esso spicca la magnifica statua della Addolorata, opera del già citato artista in plastica modicano Ammatuna; nelle due nicchie ai lati le bellissime statue di S. Pietro e di S. Paolo. L’abside, a volta concava, risulta da quattro finissime colonne ioniche binate con capitelli dello stesso stile, ed ancora da altre due consimili all’apertura della nicchia.
Il pavimento è un intarsio di pietre nere con marmi colorati, a decorazione musive: venne fatto nel 1871.
Il monumentale Organo, opera dei modicani fratelli Polizzi, poggia sulla parete interna di tutta la prima nave e sulle rispettive colonne - delle quali si intravedono di alcune ancora i vecchi corinzi capitelli della primitiva Chiesa - risultando rimpetto all’Altare centrale.
 

© Testi di Piergiorgio Barone"Barocco a Modica" , Enzo Cavallo Edizioni - tutti i diritti riservati

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