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Nel 1987, nel cuore del centro urbano di Modica, in via
Grimaldi n. 89, il compianto Prof. Duccio Belgiorno scoprì
casualmente una grotta artificiale sulle cui pareti si
intravvedevano tracce di intonaco dipinto. La scoperta fu
segnalata alla Soprintendenza Archeologica di Siracusa che
avviò una serie di indagini. Si evidenziarono subito una
serie di sovrapposizioni edilizie, dai seicento al secolo
scorso, che avevano obliterato l'esistenza di una vera e
propria chiesetta rupestre.
La chiesa rupestre doveva essere intitolata a S. Nicola.
"La chiesetta rupestre di S. Nicolò inferiore di Modica
rappresenta per l'impianto architettonico, per i cicli
pittorici, per i tipi iconografici, per le complesse
trasformazioni e per il tipo di culto nella storia religiosa
e urbanistica della città di Modica un unicum nel panorama
della Sicilia medievale." (G. Di Stefano)
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