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chiesa S Giovanni Evangelista

 

Stando alle uniche notizie del Carrafa, circa la onomastica e la ubicazione delle Chiese sorte su questa più alta collina di Modica, prima piazza d’incontro alle genti che anticamente venivano dal nord, sullo stesso sito sorse primieramente uno dei sei Monasteri fondati da San Gregorio Magno, intorno al 600 dopo Cristo (v. Chiesa e Monastero di S. Gregorio). Fondato il pio ospizio vi sorse subito una Chiesa dedicata a San Pietro, la quale, venuto Ruggero a Modica, venne data alla “famiglia Benedettina”, avendovi tale famiglia già un Monastero, e vi venne aggiunto un altro fabbricato, un Ospizio detto della Carità e dell’Elemosina sotto il titolo dei Santissimi Innocenti.
La piccola Chiesa venne trasformata in un’altra più vasta che venne dedicata a San Giovanni Evangelista. Già sappiamo d’una prima distruzione avvenuta nel 1454; i terremoti del 1631 e del 1693 compirono il resto; ma molto rimase degli antichi fabbricati religiosi, almeno quei ruderi di pietra, i dipinti ed altre vestigia, documenti che ci hanno consentito tale congetturale ricostruzione. Basti fra i tanti elementi superstiti accennare al gruppo statuario dell’Addolorata, il cui culto risale al 1200, sino ai primi dell’800 conservato nella cripta sotterranea della Chiesa, poi trasportato nell’ultima Cappella della navata a destra entrando, con l’aggiunta del Redentore moribondo, sulla Croce, opera dello scultore modicano Salvatore Ammatuna. Altro documento ci vien dato da una campana fusa nel 1550, che porta incise le immagini di S. Pietro e di S. Giovanni .
ICONOGRAFIA essenziale:
L’ampia gradinata riporta ventisei pilastri per statue, di cui ne restano sole tre, la migliore S. Michele, statue elaborate da artigiani locali. Il Campanile, alto 449 metri s.l.m., è il punto più alto di Modica.
Interno: all’ingresso pronao interno su archi a pieno sesto.
Navata di sinistra entrando: Fonte battesimale, con scultura rappresentante S. Giovanni che battezza Gesù, opera egregia dello scultore palazzolese Sebastiano Giuliana.
Quarto Altare: Transito di San Giuseppe, dipinto originale di cui una copia si trova a S. Pietro ed un’altra a S. Maria della Catena. La tela ha bisogno di un urgente restauro. La pittura, d’Ignoto, si riallaccia alla scuola siciliana del seicento; ben trattate tutte le figure, armoniosi i panneggi, naturalissima l’espressione dei personaggi; molto curati i dettagli.
Ultimo altare: Cappella di San Giovanni: pregevole ed armonioso insieme di stucchi rilevati, opera del menzionato scultore palazzolese Sebastiano Giuliana; lo stile classico rifulge in tutti gli elaborati e soprattutto nei due stupendi angeli che sovrastano il tronetto. Nella nicchia la stupenda statua di San Giovanni, ornata dagli ori donati dai fedeli. Sotto, sul piano dell’altare, una Cena, stupendo intarsio su noce, opera dell’accennato Giuliana.
Cappella centrale: grandioso e scenografico dipinto di San Giovanni Evangelista di Ignoto.
Navata a sinistra, entrando: prima altare: copia di S. Maria delle Milizie il cui originale, di scuola fiamminga, si trova a S. Maria delle Milizie nella vicinissima Scicli, datata 1786.
Ultimo altare Cappella dell’Addolorata - il gruppo statuario, opera tra le più insigni dell’epoca; è nella nicchia che resta coperta da un pregevolissimo dipinto mobile e del tutto rovinato, raffigurante la Deposizione, tela dei primi del seicento d’Ignoto.
In Sacristia: in fondo, a sinistra, entrando una Acquasantiera, scultura settecentesca su pietra nera, interessante per la ricca ornamentazione.
Nel terzo altare, entrando a sinistra, una squisita e mistica Santa Teresa. Ottima pure, nel secondo altare a destra, una arcaica Sacra Famiglia d’Ignoto.
Cappelle: fondo navata di destra una buona statua di Gesù: nel catino due magnifici bassorilievi raffiguranti la “Cena” e la “Moltiplicazione dei Pani”;
Fondo navata di sinistra il gruppo Statuario della Madonna del SS. Rosario: nel catino due bellissimi Angeli; i bassorilievi dell’una e dell’altra Cappella sono dell’artista Sebastiano Giuliana.
 

© Testi di Piergiorgio Barone"Barocco a Modica" , Enzo Cavallo Edizioni - tutti i diritti riservati

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