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Santuario Madonna delle Grazie

 

1615. Siamo nel mese mariano. In quei giorni la gente che stava rimpetto a Monteserrato - il monte che cinge, come un baluardo primordiale, a sud-est la città di Modica - vedeva al crepuscolo, fra gli spinosi roveti sulle falde della montagna, ripetersi sempre alla stessa ora, una grande fiamma. La fiamma dei cespugli poi d’improvviso si spegneva.
Ed ecco che il 4 maggio di quell’anno la folla stupita, quella che abitava nei tuguri dei primitivi quartieri di Sant’Anna, di Santa Maria alla Scala, dell’Olivella, dell’Itria, decide di correre verso il sito dove la “fiamma” appariva e si spegneva alla stessa ora. La gente in pellegrinaggio attraversa l’antico alveo, sale per l’erto pendio e là dove c’era il cespuglio, il bossolo sempreverde pur sempre infiammato, fra le divelte stoppie non arse dal fuoco che pure c’era ogni sera, trova la Sacra Immagine della Madonna, dipinta su una tavoletta d’ardesia, un quadretto dalle dimensioni quasi di ottanta centimetri per cinquanta, raffigurante la Madonna col Bambino poggiato sul divino petto.
Accolta l’Immagine come un dono celeste - si disse, allora, che a deporre il dipinto su ardesia nel cespuglio fosse stato un eremita ignoto - il primo pensiero dei devoti, fu quello d’innalzare un Santuario nello stesso sito dove si era rinvenuta la miracolosa tavola.
Prospetto: non completato e sprovvisto, nelle nicchie, delle rituali statue. E’ uno dei magnifici esempi dell’arte dei primi del settecento siciliano. L’ampio piazzale che si distende rimpetto all’ingresso era anticamente formato da un grande loggiato. Tale loggiato venne distrutto allorquando il “piano” venne adibito a Piazza d’Armi, dai primi dell’ottocento sino al 1880.
ICONOGRAFIA essenziale: Altare Maggiore - In muratura, con rivestimenti marmorei; vi si conserva, in apposita custodia, la Sacra Immagine, il miracoloso quadro di ardesia rinvenuto nel cespuglio di bossi.
Presbiterio: Nel primo riquadro affresco della SS. Trinità e di Maria Santissima: nel secondo riquadro una panoramica di Modica, dove è visibile l’antico spiazzale della Chiesa con gli archi del portico esterno; nel cielo, splendente, la Madonna delle Grazie e la didascalia: “Ecco, o Modica la Madre tua”.
Soffitto: nella cupola quattro grandi profeti del Vecchio Testamento ed i quattro Evangelisti - sulla navata centrale: scenografica di tre donne del Vecchio Testamento, Sisara, Ester e Giuditta, simboli della Vergine Santissima. Questi affreschi sono del pittore chiaramontano Giuseppe Cutello, ottocentista, restaurati sul finire del secolo dal modicano Bartolo Sisino. Dipinti: Sposalizio di San Giuseppe e Maria Santissima, San Raimondo Nonnato, San Vito, di cui si conserva nella Chiesa una preziosa reliqua; San Giuseppe nell’ora del transito, pregevole tela d’Ignoto, Apparizione della Madonna a S. Pietro Nolasco, fondatore dell’Ordine della Mercede, da considerarsi il miglior dipinto, d’Ignoto, la Vergine Santissima nell’atto di concedere lo scapolare a S. Pietro Nolasco in primo piano della scena il Re d’Aragona, Giacomo I e S. Raimondo di Penafort, sul fondo putti ed angeli, altro pregevole dipinto d’Ignoto; Apparizione della Madonna a S. Pietro Pascazio e la Beata Marianna di Gesù

 

© Testi di Piergiorgio Barone"Barocco a Modica" , Enzo Cavallo Edizioni - tutti i diritti riservati

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