PORTALE DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI TIPICI DEI MONTI IBLEI

i comuni iblei i prodotti tipici le aziende

La Rassegna L'oro degli iblei

come aderire contatti redazione
Da vedere anche:

 

Chiesa S. Maria di Gesù
Chiesa del Carmine o dell'Annunziata
Chiesa S. Domenico o del Rosario
Chiesa S. Maria di Betlem
Santuario Madonna delle Grazie
Duomo di S. Giorgio
chiesa S Giovanni Evangelista
chiesa rupestre S Nicolò inferiore
Duomo di S. Pietro

homepage>>luoghi da visitare>>Modica, Chiesa S. Maria di Gesù

 

Chiesa S. Maria di Gesù

 

La Chiesa, di cui restano il “portale”, una navata coeva all’edificazione con alcuni semidistrutti altari, ed il campanile ad ordini, ed il Convento di cui resta il magnifico e quasi distrutto Chiostro, rappresentano dal punto di vista artistico le più interessanti e monumentali opere architettoniche cinquecentesche che ancora resistono a Modica.
La Chiesa: edificata nell’epoca del massimo splendore dell’architettura arabo-normanna, dovette, alla sua origine, incantare per la magnificenza dello stile. Il terremoto del 1613 distrusse le navata centrale, tanto che sulle restanti ogive si sovrapposero archi a pieno sesto, uno dei quali reca la data del 1625. Il susseguente terremoto del 1693 distrusse tutto il tetto, lasciando, tra lo sfasciume dell’interno, intatte le pareti delle navate e, quasi salva, tutta la navata di destra, ove ancora si ammirano le ogive degli altari primitivi. Esattamente in queste vestigia di altari si riscontrano ancora - e speriamo che resistano alle furie del tempo ed alla negligenza dei molti alcune tracce di affreschi.
Il Convento ed il Chiostro: del Convento nulla possiamo accennare in quanto, essendo ridotto a Carcere, sin dal 1865! non ci è stato possibile alcuna ricostruzione o descrizione.
Intorno alla Chiesa ed al Convento vi era la grandiosa Piazza di S. Maria del Gesù e vi si accedeva da un lungo viale che, ai lati, era ornato da statue di Santi e di Frati dell’Ordine; di tali statue ne restano appena due, una della quali con la testa mozzata le restanti caddero durante il terremoto del 1693. Filippo Renda, che aggiunse alcune “note” al “Prospetto” del Carrafa, dice che queste statue poste all’ingresso erano “immagini a gruppi di Santi Monaci e dell’Ordine Serafico”. Sui pilastri o plinti di sostegno erano scolpiti dei versi religiosi, autore il famoso Padre Vincenzo Ragusa, il grande Eroe del famoso terremoto del 1693.
 

© Testi di Piergiorgio Barone"Barocco a Modica" , Enzo Cavallo Edizioni - tutti i diritti riservati

L'oro degli Iblei © Art 2004-2008