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Chiesa del Carmine o dell'Annunziata

 

 

La costruzione di questo che fu un imponente plesso religioso, risale al 1250-60 epoca che coincide con la venuta in Sicilia dei “Carmelitani”, allorquando i religiosi di quest’ordine furono cacciati dalla Palestina, terra in cui avevano instaurato il culto di Maria, vivendo da eremiti sul Monte Carmelo
Pareti, mura ed archi si presentano con conci rettangolari ed i pilastri di forma quadrata; nessuna vestigia di colonne che pure dovevano esserci, prima del terremoto del 1693, a sostegno degli archi; ma i pilastri di rinforzo esterni, ancora in parte visibili da via S. Paolo, ci informano che la volta dovette esser semplice o, molto probabilmente, a matroneo nelle navate laterali. L’illuminazione interna avveniva per mezzo della finestra a ruota, che dava luce solo alla navata di centro. La cripta, come nel periodo romanico, è sotto il pavimento della Chiesa, verso il transetto e le cappelle laterali di fondo.
ICONOGRAFIA: Entrando a sinistra, in un altare concavo; c’è la famosa “cona” o gruppo scultoreo gaginiano, opera tra le più preziose del nostro patrimonio artistico. Il gruppo è opera del grande scultore siciliano Antonio Gagini.
PALA di SANT’ALBERTO E’ la sola figura del Santo - m. 2,50 x 1,50 - Dipinto tra i più interessanti fra quelli chiesastici modicani e che è attribuito al grande pittore siciliano Antonello il Panormita, allo stesso probabilmente commesso dagli stessi Frati che a Palermo contrattarono la “cona” con il Gagini. La maniera e lo stile, i colori ed il disegno di questa pregevolissima pittura su legno, hanno molti punti di riferimento con altre opere di Antonello il Panormita conservate a Siracusa
 

© Testi di Piergiorgio Barone"Barocco a Modica" , Enzo Cavallo Edizioni - tutti i diritti riservati

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