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Un processo in
qualche modo libero dal controllo del potere centrale, che
ebbe modo anche di trasgredire nel grottesco, nelle mensole
intagliate, nei volti di uomini ed animali che spuntarono
sui palazzi barocchi di Siracusa, Palazzolo o Noto. E di
essere esuberante, alla ricerca dell’effimero. Ed ecco che
da questo sentimento, nel percorso ideale del barocco della
provincia di Siracusa, nascono le facciate del Duomo di
Siracusa, punto focale nella piazza di Ortigia che porta il
suo nome, equilibrio perfetto tra potere secolare,
rappresentato dal vermexiano palazzo Vermexio, e l’imponente
mole dell’Arcivescovado. Ed il percorso del Cassero di Noto,
con le visioni del “giardino
di pietra” nelle facciate di San Francesco, San
Domenico, Santa Chiara e Montevergini. |