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MONUMENTI
La chiesa di Santa Maria Maggiore sorge sulla piazza
omonima. La facciata ha una sua propria eleganza di forme
semplici, a due ordini, con tre portali e lesene con festoni
fioriti. L'interno è a croce latina con stucchi ed affreschi
di Olivio Sozzi. Sull'altare maggiore è un dipinto di Vito
D'Anna, raffigurante la Madonna della Cava e Santi, 1768. Di
fronte alla chiesa vi era un porticato, oggi in parte
chiuso. La via XX Settembre porta alla piazza Maria Josè,
dove, su due rampe di scale, sorge la Chiesa Madre, San
Bartolomeo, settecentesca, con facciata geometrica,
caratterizzata da piatte lesene. Sul portale centrale è lo
stemma degli Statella, divenuto poi il simbolo della città.
Da qui, per il corso Garibaldi, si giunge alla piazza
dell'Annunziata, dov'è l'omonima chiesa, edificata dai primi
anni del XVIII sec. e completata nel secolo successivo (la
facciata è ottocentesca); all'interno è un magnifico ciclo
di stucchi eseguiti a metà del XVIII sec., con Storie
dell'Antico e del Nuovo Testamento. Sul corso Umberto I, è
il palazzo Bruno-Belmonte, edificato dall'architetto Ernesto
Basile nei primi anni del '900, in stile liberty. Oggi è la
sede del Municipio. La visita di Ispica si completa con la
conoscenza del Parco della Forza e della Cava d'Ispica. Il
Parco, ampio tre ettari, è un'opportuna istituzione
all'inizio di Spaccaforno, la vecchia Ispica, per proteggere
e facilitare la fruizione del Fortilitium, che si accentra
in un monolite di calcare chiamato Forza. Vi si arriva
percorrendo la Barriera, una strada, al limite della città,
che procede tortuosa fra pareti di roccia forate da grotte,
che furono abitate, ed oggi sono variamente utilizzate. Nel
Parco si trovano testimonianze di varie età che consentono
di ripercorrere la preistoria e la storia dell'antica Ispica.
Sono notevoli i brani di fortificazioni del 400 e del 500,
del castello degli Statella, con pavimenti policromi, del
palazzo Marchionale e della contigua chiesa dell'Annunziata
(il cui pavimento è un sepolcreto) sino al crollo totale nel
terremoto de1 1693. In coerenza con la disponibilità del
sito, vi sono abitazioni in grotta e sul fondo della Cava,
già fuori dal Parco, la chiesa rupestre di Santa Maria e la
grotta di Sant'Ilarione eremita; a 2 km, le catacombe di San
Marco, e tutto il resto della Cava. Una curiosità
significativa nel parco è il Centoscale: un tunnel di 280
gradini scavati nella roccia per scendere sotto il livello
del fiume (che era chiamato Busaitone) e prenderne l'acqua
in caso di assedio. Una grotta, infine, ospita l'Antiquarium
con un vario patrimonio di utensili di selce e lava, vasi,
monete, lastre epigrafiche, ed altro.Cava d'Ispica. È una
lunga e profonda gola calcarea naturale, detta Cava, come
altre in questa parte iblea della Sicilia, ma questa è la
più interessante e suggestiva e, meritatamente, la più
famosa. Si visita da nord. Si percorre la strada statale 115
Ispica-Modica, e raggiunta, dopo 11 km, la località Bettola
del Capitano, si svolta a destra, e dopo 5,5 km, ecco che,
in contrada Baravitala, si apre la Cava. Qui, all'inizio,
sono i resti di un villaggio a capanne e di una necropoli
con tombe a forno di età preistorica. Dall’altra parte della
Cava, è la grotta dei Santi (perchè vi sono tracce di figure
di santi alle pareti). Là, dove eravamo prima, vicino alla
strada, sono i ruderi della chiesa di San Pancrati (San
Pancrazio?) e, più sotto, è la grotta della Signora, con
evidenti cupolette naturali. Ora, si potrebbe far capo
all'ex mulino Cavallo d'Ispica (oggi luogo di ristoro) per
informazioni e guida. Già qui vicino è importante la
Larderia, un gruppo di catacombe del IV-V sec. d. C. Non
lontano è la grotta di Santa Maria, e, più in su, sono tre
sepolcreti cristiani detti il camposanto. Non mancano, più
in là, altre grotte in serie, con nomi vari. Una si chiama
'a bizarria, o spezieria, cioè farmacia. Nel Salnitro, sul
poggio opposto, è un insieme affascinante di abitazioni,
anche se non tutte integre. Da una stradella che inizia
dall'ex mulino, si puo' raggiungere la chiesa di San Nicola,
una grotta con gli affreschi meglio conservati della zona.
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